LEZIONE 11 · DALLA CHIAVE ALL’IDENTITÀ
Chi ti garantisce che quella chiave sia di Bruno?
Un certificato è un’attestazione firmata che associa una chiave pubblica a informazioni su un soggetto, entro regole e limiti definiti. La firma del certificato deve risalire a una fiducia già stabilita.
- Chi?
- Un titolare, un’autorità che emette il certificato e un verificatore che decide quali autorità fidarsi.
- Che cosa?
- Un’associazione tra una chiave e nomi o attributi.
- Quando?
- Quando la chiave viene ricevuta su un canale che potrebbe essere manipolato.
- Dove?
- Per esempio nel browser durante TLS e nei sistemi di firma dei documenti.
- Perché?
- Una chiave pubblica, da sola, non dice a chi appartiene.
La struttura della fiducia
- CA e PKI
- Una Certification Authority è un’autorità che emette certificati secondo proprie procedure e regole. Una Public Key Infrastructure è l’insieme di ruoli, strumenti e politiche per emissione, distribuzione, verifica e revoca dei certificati.
- X.509
- Uno standard per certificati e strutture correlate. Il profilo usato in Internet definisce campi come emittente, soggetto, chiave pubblica, validità ed estensioni.
- Certificato radice e intermedio
- Una radice è usata come punto di fiducia configurato dal verificatore. Un intermedio è un’autorità certificata da un’altra autorità. Il certificato finale identifica il servizio o titolare da verificare.
- Trust store
- L’archivio dei punti di fiducia accettati da un sistema, browser o applicazione. La presenza di una radice è una decisione di fiducia, non una conseguenza della sua autofirma.
- CRL e OCSP
- Una Certificate Revocation List elenca certificati revocati; l’Online Certificate Status Protocol permette interrogazioni sullo stato. Meccanismi e comportamento in caso di indisponibilità dipendono dall’applicazione.
Che cosa contiene un certificato di un sito
La chiave pubblica, il nome dell’emittente, un numero di serie, date di validità, algoritmi, usi consentiti e nomi coperti dal certificato. Nei certificati TLS i nomi vengono normalmente indicati nell’estensione SAN, Subject Alternative Name. Il certificato non contiene la chiave privata del sito.
Un certificato per registro.example non autorizza automaticamente pagamenti.example. Un certificato di dominio prova controlli coerenti con la politica di emissione; non certifica la correttezza delle notizie, dei prodotti o delle intenzioni del proprietario.
Verificare una catena, senza ragionamenti circolari
- Il sito presenta il certificato finale e gli intermedi necessari.
- Il verificatore costruisce un percorso verso una radice già fidata.
- Controlla firme, vincoli, usi, nomi, date e stato secondo la propria politica.
- Il protocollo verifica anche che il server possieda la privata associata.
La firma della CA dimostra la coerenza del certificato con la chiave dell’emittente. Ma devi già sapere perché fidarti di quell’emittente o della catena che lo autorizza. Allegare una nuova radice a un messaggio non obbliga il destinatario a fidarsi.
Autofirmato non significa inutile
Un certificato autofirmato è firmato con la privata corrispondente alla pubblica contenuta nel certificato. Può essere utile in ambienti amministrati o se la sua impronta viene verificata tramite un canale indipendente. Da solo non risolve l’identità di un sito sconosciuto. Anche molte radici di fiducia sono autofirmate: la loro autorevolezza deriva dalla distribuzione e dalle politiche del verificatore.
Un’impronta del certificato è il suo hash. Confrontarla di persona o su un canale autenticato può servire a riconoscere lo stesso certificato. Copiare impronta e certificato dallo stesso messaggio non autenticato non aggiunge una prova indipendente.
Attività reale: ispeziona senza ignorare gli avvisi
Nel browser apri le informazioni di sicurezza di un sito HTTPS e cerca certificato, nomi coperti, emittente, scadenza e catena. L’interfaccia varia tra browser. Annota che cosa ciascun campo prova. Non occorre installare certificati o oltrepassare avvisi per questo esercizio.
Scadenza e revoca sono diverse
La scadenza è un limite temporale previsto dal certificato; la revoca può avvenire prima, per una compromissione o altre ragioni. Un certificato «non ancora scaduto» non è necessariamente accettabile. Per documenti firmati in passato serve valutare il momento rilevante e le evidenze disponibili.
Se una CA sbaglia, la crittografia è matematicamente rotta?
No. La firma potrebbe essere matematicamente corretta su un’attestazione emessa per il soggetto sbagliato. È un fallimento del processo di fiducia. Ecco perché controlli di emissione, revoca e trasparenza dei certificati fanno parte della sicurezza complessiva.
Origine: video 14. Profilo dei certificati: RFC 5280. Altri riferimenti sui protocolli.